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Conquistare la prima volta la tanto sognata Stella Michelin è stata una cosa inaspettata, sicuramente desiderata ma altrettanto inattesa. 
La conferma ogni anno, invece, l'abbiamo vissuta con apprensione ma mai come in quest'ultimo. 
Per noi oggi è come averla conquistata per la prima volta. È stato un anno incredibile, ricco di cambiamenti, di aspettative e soddisfazioni. 
In quest'anno abbiamo finalmente creato amicizie e rapporti unici, abbiamo condiviso ogni singolo momento, delusione e gioia come solo un vero gruppo sa fare. Ci siamo sostenuti a vicenda e abbiamo cercato di migliorare i molteplici meccanismi del nostro lavoro.
Tutto questo è stato possibile grazie al nostro insostituibile chef Dario Fisichella e al fedelissimo sous chef Giordan Petrellini.
Grazie a Greta, Luca, Zeno, Giorgi, Manuel e Mardia.
Grazie al nostro "fenomeno" Luca Salvigni, al prezioso e preciso Valerio Truddaiu, a Giulia, Christian e Riccardo.
Grazie all'amico e grande professionista Giulio Marchesi sempre presente con i suoi indispensabili consigli.
Grazie a tutti i clienti e amici che hanno creduto in noi in passato e ancora di più in quest'ultimo anno sostenendoci e facendoci sentire speciali. Grazie!!
Carlotta, Lella e Marco Viglini

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Identità Golose

Vincere è difficile, confermarsi lo è di più. Villa Naj a Stradella si dimostra più forte dei cambiamenti in cucina; la proprietà ha sempre ben scelto a chi affidare via via i fornelli, con l’intento di consolidare un’avventura di successo, meritandosi gli allori son man mano giunti. Dal dicembre 2022 sulla plancia di comando c’è Dario Fisichella, catanese classe 1991, a lungo con Felix Lo Basso: è una specie di garanzia di qualità.

Lui propone un’alta cucina italiana sfiziosa e originale, che sa raccontare il prodotto locale ma non si limita a quello. In alcuni piatti insiste su note inclusive ma mai banali (Faraona, salanova alla brace, nespole e salsa suprema), in altre si spinge più oltre, con esiti interessantissimi (Cavallo alla brace, peperoni, aglio orsino e capperi). Disegna percorsi “dalla Sicilia all'Oltrepò” (così si chiama uno dei menu) cui troppi localismi stanno stretti, infatti c’infila anche i culurgiones. In definitiva: è una tavola d’ottima fattura, piacevolissima, intensamente tricolore, libera da troppi schemi, concentrata sul sapore. Denota la grande personalità del suo autore.

Guida 2024

Identità Golose

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78 | Una Forchetta

Aria nuova in cucina: a prendere il posto del quotato Alessandro Proietti Refrigeri negli spazi che costituivano le cantine di una villa nobiliare di metà Ottocento immersa nel verde, è arrivato Dario Fisichella, siciliano classe 1991, alla guida di una brigata di giovanissimi under 30. Allievo di Felice Lo Basso, ha virato la cucina verso una maggiore semplicità e mediterraneità rispetto alla precedente gestione, con una lettura più facile del menu. Piatti come caponata e anguilla o maiale, peperoni, acciughe e capperi spiegano più di ogni teoria. Ben quattro degustazione: terra, mare, vegetale e mano libera a nove portate.  Servizio attento e valida cantina.

 

Gambero Rosso 2024

Ristoranti d'Italia

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15.50 | Un Cappello

L’Oltrepò Pavese è in un certo senso una terra di mezzo, in cui alla grande tradizione gastronomica locale si aggiungono innumerevoli influenze dei territori vicini. Così può risultare quasi naturale sentire, qui più che altrove, il desiderio di una cucina libera. Villa Naj va esattamente in questa direzione con l’arrivo alla guida della cucina, da fine 2022, di Dario Fisichella, cuoco catanese, classe 1991. Le eccellenze locali, selezionate direttamente con grande cura, continuano a essere pienamente valorizzate, ma non vi è preclusione alcuna nemmeno per ingredienti non propriamente territoriali. I criteri di scelta in tutti i casi sono di ampio respiro: stagionalità, sostenibilità e qualità, con uno stile che si potrebbe definire internazionale. La tecnica è precisa e i sapori sono diretti, estremamente leggibili sia nelle delicatezze sia nella profondità. Livello altissimo nei primi: Riso all’ortolana in modernissima rivisitazione, straordinaria anche alla vista; Bottoni di 'Nduja e salsa di vongole; Spaghettone alle sarde. Tre passaggi in crescendo, ognuno dei quali, anche singolarmente, vale la visita. Il giovanissimo team di sala appare estremamente coeso e aggiunge una sensazione positiva a tutta l’esperienza con un servizio senza sbavature. La carta dei vini è interessante e con corretto posizionamento di prezzo. Da menzionare la complessa proposta di amari e distillati da fine pasto con più di 130 referenze. Menù da 80 a 125 euro. Alla carta sui 100 euro.

Le Guide de l'Espresso 2024

La Guida dei Ristoranti

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